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Interviste

ARCHAIC TOMB – Profanatori di Tombe

Gli sgargianti colori di Sintra e l’ampio cielo di Cabo da Roca sono immagini quasi scontate quando si parla di Portogallo, ma in terra lusitana, lontano da spiagge Azzorre e dal puro candore di Fatima, s’agita un vento pestilenziale, come da un sarcofago aperto, il cui miasma avvelena la musica di una nuova entità diabolica. La Caligari Records, attentissima etichetta di Tampa, Florida, ha scoperchiato la tomba antica da cui proviene questa band, autrice di un death metal che fa della morte l’unico vero culto della vita e della vita nient’altro che una celebrazione della morte. Diamo la parola al misterioso D.S, voce e chitarra degli Archaic Tomb, cui è bastato un solo demo per destare la nostra attenzione, il nuovissimo “Congregation for Ancient Rituals” (2018, Caligari Records), tra le cui note aleggiano spore del death marcio di formazioni recenti come Grave Miasma e Dead Congregation. La prima cosa da chiedere ad una band che ha solo un demo all’attivo, seppur già entusiasmante, è qualche notizia sul fermento della selva metallica da cui proviene, ghiotta occasione per conoscere qualche altra realtà dell’underground lisbonese.

I membri del gruppo vengono da realtà musicali molto diverse fra di loro. Credo che questo sia un bene, ci aiuta ad esplorare e a sviluppare un vasto range di sonorità senza porre dei limiti alla nostra creatività, fin quando, ovviamente, ciò che scriviamo suoni come vogliamo noi. Deimos, il batterista, ha gusti più old school, con un background musicale molto vasto che include anche la musica classica, e suona in una valida band come gli Ironsword! D.C., il bassista, è un musicista fantastico, mastermind dei Tod Huetet Uebel, a mio avviso una delle migliori e più innovative band black metal portoghesi di sempre. Suona anche la chitarra nei Festering, formazione death metal che supporto attivamente. Io, invece, sono solo un avvoltoio che urla come se stesse estraendo le budella ad una preda. Archaic Tomb è un progetto nato per dare vita alla nostra visione del death metal. Sicuramente le nostre influenze comprendono pilastri storici come I primi Therion, I primi Tiamat e il death metal finlandese, che poi si è evoluto per diventare più complesso ed elaborato. Mi sento molto vicino alla musica di Cruciamentum, Grave Miasma e Dead Congregation, ma le mie influenze sono sepolte anche in molte band black metal.

Parliamo di Congregations for Ancient Rituals. C’è puzza di cadavere. L’avete registrato in un cimitero?
Non scriviamo in nessuna maniera prestabilita, l’ispirazione viene da dentro. Abbiamo bisogno di ossa, candele e pentacoli. Un compositore, due o tre, a chi importa, non c’è spazio per la vanità quando sei disteso in una bara.

I testi emanano vibrazioni “proibite”, qual è il ruolo della religione nelle vostre canzoni?
Ci piace esplorare le varie forme della percezione della morte nelle varie religioni e culture. Non ci fissiamo su un solo tema, sarebbe davvero noioso, ma su diversi aspetti, come la violenza presente in molte religioni. Congregations for Ancient Rituals presenta testi scritti da un nostro amico, Kepler, che possiede una mente adatta a comunicare il nostro messaggio. Satana è sempre presente, il suo marchio miete ogni ostacolo e il male presente in ogni persona prima o poi viene fuori.

Il titolo dell’album si riferisce a qualche antico rituale appartenente all’antica cultura portoghese?
No, si riferisce ad un concetto generale relativo alle canzoni del disco. Il rituale della morte e della punizione è stato motivato dalle religioni. Lo smembramento della vittima sacrificale è solo uno dei tanti esempi di antico rituale presente nella cultura indo europea che mi affascina, documentato praticamente ovunque, dai pre-Inca alle culture asiatiche. La canzone che esplora i sacri rituali è Sacred Ritual, forse è la prima che abbiamo scritto.

Bloody Proclamation, invece, parla di streghe, rituali occulti e sabba. L’inquisizione ha scritto un capitolo oscuro a Lisbona, un po’ come è accaduto a Salem?
Beh, come sai dopo la sua creazione nel dodicesimo secolo, l’Inquisizione spagnola e portoghese fu molto attiva nel combattere le minoranze religiose del paese, specialmente quella ebrea e musulmana, così come fece anche in Africa e Sud America. A Lisbona? Ma certo, il fumo e le ceneri dei corpi bruciati hanno spesso attraversato l’aria della capitale (ride, nda). Come puoi vedere, le ragioni delle esecuzioni non erano certo focalizzate sulle streghe ma su minoranze di eretici che non volevano convertirsi. A Salem, invece, non è stata l’Inquisizione ma le autorità locali.

A dire il vero Bloody Proclamation sembra raccontare la storia dal punto di vista di un demone o di una strega…
Il testo è stato scritto da Kepler, nostro amico, quindi cito le sue parole: “Il titolo originale della canzone era Death´s e solo dopo è diventato Bloody Proclamation. È stata scritta in un campeggio selvaggio e isolato dinanzi a montagne senza tempo e un mare di rabbia, totalmente da solo in presenza della più totale assenza, nella assoluta venerazione della natura ostile. Non è il punto di vista di un demone o una strega: soltanto il mio, un abitante della terra sepolto nel suo inferno personale. In quella notte tenebrosa, mi sono sentito come immerso in un brodo di morte, dove sicuramente rimarrò per il resto della mia vita”.

Cos’è, invece, Ophiussa e qual è la relazione fra essa ed i serpenti?
Ophiussa è il nome che gli antichi Greci hanno dato ad una parte significativa del territorio portoghese, che va dalle rive del Tago alla Galizia. Ophiussa vuol dire ‘terra dei serpenti’, non solo per la grande presenza di questi rettili, ma anche perchè in passato, in questa antica cultura, il culto del serpente era molto vivo. I serpenti erano venerati come dei di fertilità e morte. Inoltre, avevano l’abilità di creare la vita e di porle fine quindi il loro culto è sopravvissuto in tutta la penisola iberica per secoli. Ci sono tantissime cerimonie associate ai serpenti nella nostra cultura, e tante testimonianze di quel passato sono ben visibili ancora oggi.

Fate spesso riferimento, nelle canzoni, ai paesaggi portoghesi. Vorrei capire se influenzano le atmosfere dei vostri brani, oppure se, come gli Immortal, c’è un posto mitico come il Blashyrkh dove rifugiate le vostre coscienze?
No, nessun paesaggio mitico mi ispira, in Portogallo ne abbiamo così tanti che puoi trovare qualsiasi morfologia ma, ad essere onesti, non considero la nostra musica atmosferica e non penso che i nostri paesaggi ci ispirino nella creazione della musica. Le nostre ragioni di vita sono le piaghe, le punizioni, il sacrificio e la morte.

Siete, in ogni caso, molto legati alla vostra terra. Introdurrete mai elementi tipici del folk portoghese nei vostri brani?
Non credo che accadrà, ma chi può dirlo? Abbiamo già alcune idee per il nuovo album, e inizieremo a lavorarci su presto, ma per quello che posso anticiparti, non ci saranno influenze folk. Ci stiamo focalizzando sulla creazione di un death metal oscuro, e questo è tutto per ora.

È il primo LP il prossimo passo degli Archaic Tomb?
A dire il vero no. C’è uno split in arrivo con i Cryptworm, una band che rispetto tantissimo, per la loro qualità e le persone coinvolte, siamo molto amici. Stiamo inoltre lavorando con la Blood Harvest Records per pubblicare questo split in vinile da 7’’ e in cassetta ma non abbiamo idea di quando questo accadrà. Nel frattempo, la Caverna Abismal e la Duplicate Records pubblicheranno “Congregations for Ancient Rituals” su LP. Perciò, aprite gli occhi e sintonizzatevi sui nostri canali! Grazie per l’interesse che hai dimostrato negli Archaic Tomb, possano gli antichi demoni oscurare il tuo cammino.

Ecco il sito ufficiale bandcamp per acquistare i prodotti della band.

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