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Classifiche

HALLOWEEN PLAYLIST, la TOP 20 di Rockvlto

Finalmente è arrivato Halloween, e ogni autore di Rockvlto ha selezionato per voi la sua playlist personale per il giorno più occulto dell’anno. Buon ascolto e buon Halloween!

NICOLA VITALE

BLACK SABBATH – THE SHINING (The Eternal Idol, Warner Bros, 1987, XIII album)

Chi mi conosce sa bene che la mia venerazione per i Black Sabbath supera il fanatismo e che ho un debole per la formazione con Tony Martin alla voce. Questa canzone è tratta da The Eternal Idol, disco numero 13 del gruppo di Birmingham (e quindi già entra di diritto nella top 20 di Halloween), ed era originariamente cantata dal compianto Ray Gillen. Dopo l’abbandono di quest’ultimo al termine delle registrazioni dell’album, Tony Iommi pensò bene che dopo aver cambiato tre cantanti dalla dipartita di Ronnie James Dio per ben tre album di fila, parliamo di Ian Gillan (Born Again), Glenn Hughes (The Seventh Star) e, appunto, Ray Gillen, sarebbe stato poco professionale andare in tour con l’ennesimo frontman che, per giunta, non aveva nemmeno cantato sul disco precedente. Ecco perché, acchiappato l’incredibile Tony Martin, gli fece registrare l’intero album daccapo, ed il risultato è a dir poco fenomenale. Non bisogna poi sforzarsi tanto per capire a quale libro/film è ispirato il testo della canzone…

ALICE COOPER – I LOVE THE DEAD (Bilion Dollar Babies, Warner Bros, 1973, VI album)

Una canzone sulla necrofilia in uno dei dischi più celebri della storia del rock: stiamo parlando do Bilion Dollar Babies del 1973, l’album che ha impedito a The Dark Side of the Moon di arrivare al primo posto delle classifiche inglesi. Il testo recita:

“Amo i morti prima che siano freddi
La loro carne bluastra per abbracciarla
Occhi cadaverici che su di me non vedono nulla
Amo i morti prima che si levino
Nessun addio, nessun arrivederci
Non ho mai conosciuto la tua faccia ora marcia
Mentre amici e amanti
piangono sulla tua stupida tomba
Ho altri utilizzi per te, tesoro”.

Capolavoro senza tempo, inarrivabile.

MERCYFUL FATE – WITCHES’ DANCE (Time, Metal Blade, 1994, IV album)

Esiste, o può esistere, una playlist di Halloween senza King Diamond? Domanda retorica. Il mio disco preferito del gruppo danese è Time: oscuro sin dalla copertina che raffigura un teschio in penombra, regala grandi riff, melodie indimenticabili e meravigliosi duelli chitarristici ad opera di Michael Denner e Hank Schermann, sublimati dal mitico falsetto del Re Diamante. Imperdibile.

JUDAS PRIEST – THE RIPPER (Sad Wings of Destiny, Gull Records, 1976, II album)

“Sei pronto ad una sorpresa?
Sei pronto allo shock?
Nelle strade della città di Londra
Quando c’è buio e nebbia
Quando mai te lo aspetti
Mi darai le spalle
Ed io attaccherò”.

Un armonia di chitarre dissonanti dà il via al delirio omicida di un giovanissimo Rob Halford che impersona nientemeno che Jack lo Squartatore, che macchia le strade di Londra del sangue di “innocenti” prostitute. Meglio di così? SI MUORE.

AVENGED SEVENFOLD – NIGHTMARE (Nightmare, Warner Bros, 2010, V album)

Avresti dovuto conoscere il prezzo del male
E fa male sapere
Che appartieni a questo posto,
Oh, è il tuo fottuto incubo
(Mentre il tuo incubo prende vita)

Non puoi svegliarti e sudare
perché non è ancora finita,
continua a danzare con i tuoi demoni
(vittima della tua stessa creazione)”.

Per chi scrive, è la canzone heavy metal più bella degli ultimi vent’anni. Un miscuglio di classe e potenza, con un testo da “incubo”, è ciò che ci vuole per dare il via ad un grandissimo Halloween. Se poi ci sono anche gli Avenged Sevenfold con la loro inquietante ironia, allora c’è ancora più gusto, sadismo e divertimento.

LAURA COSTABILE

Halloween, Samhain. Il giorno che non esiste, la notte in cui le barriere tra i mondi cadono e i vivi e i morti si incontrano tra celebrazioni e rituali. In sintesi, quello che rappresenta questa celebrazione per me: un giorno, una notte in cui innalzarsi oltre i limiti del mondo sensibile, verso tutto quello che è occulto…accompagnata dalla colonna sonora perfetta.

SAINT VITUS – WHITE MAGIC/BLACK MAGIC (da Saint Vitus, SST Records, 1984, I album)

 

Mitico album omonimo del gruppo che ogni occult-doom addicted non può ignorare. “I believe in wizardry, I don’t believe in trends, White magic / Black magic, Which am I to choose?”

COVEN – BLACK SABBATH (da Witchcraft Destroys Minds and Reap Souls, Mercury Records, 1969, I album)

Torniamo indietro di quasi vent’anni. La voce penetrante (e la bellezza) di Jinx Dawson, un sound ineguagliato in tutti gli anni a venire e il sabba è servito!

JESS AND THE ANCIENT ONES – TWILIGHT WITCHCRAFT (Jess and the Ancient Ones, Svart Records, 2012, I album)

Ci spostiamo nel freddo nord, in Finlandia. Un’altra strega ci accompagna, i capelli si tingono di rosso e la voce ci ipnotizza. Sound moderno e carisma da vendere. Una delle più belle scoperte degli ultimi anni.

BAHUHAUS – BELA LUGOSI’S DEAD (Bela Lugosi’s Dead/Boys, Small Wonder Records, 1979, I singolo)

Due cult: Bela Lugosi, unico vero volto del vampiro più famoso del mondo e i fondatori del movimento underground goth inglese. Che altro aggiungere?

ELECTRIC WIZARD – TUTTI I COLORI DEL BUIO (We Live *Special Edition, Rise Above Records, 2003, V album)

Chiunque mi conosca sa quanto sono importanti per me il verbo e i riff dello Stregone Elettrico. Immancabili in qualsiasi playlist creata da me. Stavolta però ho selezionato quella che io considero una vera perla. “Tutti i colori del buio” uscì solo nel vinile del quinto album in studio della band ed è un omaggio al cinema italiano anni ‘70. Il nome infatti è il titolo di una pellicola cult con Edvige Fenech del 1972, diretta da Sergio Martino e con la stupenda colonna sonora dell’indimenticato Bruno Nicolai. Una perla da ascoltare dopo aver visto il vostro film di Halloween, ancora pervasi dai brividi e dall’adrenalina. Un drink (e sapete bene cosa lo Stregone vi ordina di fumare) e….buon Halloween!!

MARCO LIAZZA           

HELLOWEEN – HALLOWEEN (da Keeper Of The Seven Keys, Pt. I, Noise Records, 1987, II album)

Io non ero ancora nato nel ’87 ma sono piuttosto sicuro che, alla sua uscita, Keeper Of The Seven Keys, Pt I abbia scosso violentemente le acque nel mondo del Power ̶ ma anche, più in generale, del Metal. L’album in sé ad oggi è un pezzo di storia, e “Halloween” stessa ormai è diventata un vero e proprio inno. Tredici minuti e più di atmosfere cupe e suggestive, tessute con un riffing macabro e inquietante, freddo come poteva essere prodotto un brano alla fine degli anni Ottanta. Tagliente e raffinata quanto solo una canzone cantata da un Michael Kiske neppure ventenne e composta da un Kai Hansen a caso poteva essere scritta. Un must!

CRADLE OF FILTH – NYMPHETAMINE (Nymphetamine, Roadrunner Records, 2004, VI album)

Quando penso a Halloween mi viene inevitabilmente in mente il mondo del gotico, tanto quello delle chiese con guglie e pinnacoli quanto quella della sublime arte visiva e letteraria romantica; e cosa c’è di più gotico nel metal dei Cradle Of Filth? Il mondo del metallo estremo non è mai stato più lo stesso da quando è venuta al mondo la creatura di Dani Filth. Certo, in molti sopportano a stento la vocina stridula del leader dei Nostri, altri li aborrano completamente, ma c’è poco da fare: è impossibile negare l’importanza della formazione britannica. E c’è forse un brano più rappresentativo (e più famoso) dei Nostri di “Nymphetamine”?

THE GATHERING – LEAVES (Mandylion, Century Media Records, 1995, III album)

Sul fronte del mondo gotico, un’altra formazione storica che ha impresso il suo marchio indelebile è stata quella dei The Gathering. Anneke Van Giersbergen, la quarta voce della band, ha portato i Nostri al più grande successo e Mandylion, la loro terza prova sulla lunga distanza, è senz’altro stato uno dei loro prodotti migliori ̶ se non il migliore in assoluto, ma questa è solo una personale opinione di chi scrive. Che la Van Giersbergen abbia fatto scuola e gettato le basi per quella impostazione vocale che successivamente sarebbe stata adottata da cantanti di gruppi come i Within Temptation o gli Evanescence non ci piove. Quindi niente, il throwback è anche qui d’obbligo.

APOCALYPTICA – BITTERSWEET (Apocalyptica, Universal Music Group, 2005, V album)

La Finlandia mi è molto cara poiché ha dato i natali alle mie band preferite. In questo caso non state leggendo i nomi dei Sonata Arctica o dei Nightwish solo perché credo che “Bittersweet” degli Apocalyptica sia più densa di goticità rispetto a una “Fullmoon” o di una “Nemo”. La canzone dei nostri violoncellisti, cantata da Lauri Ylönen (The Rasmus) e da Ville Valo (HIM), ha esattamente quel non so che di buio e bello, di liminare tra il romantico e lo straziante, un po’ come il confine del sublime artistico del ‘800. Alternative valide a questo pezzo sono fornite dai sopracitati nomi come anche dagli stessi HIM, dai Charon o, perché no, dai Sentenced (ad esempio, “No One There”), ma se si cercano atmosfere più classicheggianti questo è il nome più giusto da fare.

PÁRODOS – CATHARSIS (Catharsis, Inverse Records, 2017, I album)

La festa di Halloween nasce sulla base della celebrazione celtica di Samhain, spesso conosciuta anche con il nome di Capodanno Celtico, la quale, rifacendomi alla definizione di Wikipedia, «si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all’anno vecchio e neppure al nuovo» e «in quel momento, il velo che divideva la terra dei vivi con quella dei morti si assottigliava, e i due regni potevano comunicare». Ecco il perché della mia scelta di inserire la title track dell’album di debutto dei miei conterranei Párodos all’interno di questa lista: il loro lavoro, condensato in “Catharsis”, è ritualistico, è magico e ha lo scopo tanto di conciliare i propri demoni quanto di celebrare morte e rinascita di sé stessi attraverso il processo catartico. Pagano nell’intenzione, moderno nella forma: probabilmente uno dei dischi più belli che abbia ascoltato quest’anno.

RAFFAELLA CANGERO 

TYPE 0 NEGATIVE – HALLOWEEN IN HEAVEN (Dead Again, Steamhammer, 2007, VII album)

Se pensi alla festa di Halloween e sei metallaro, la prima canzone che ti viene in mente è proprio Halloween, il glorioso inno power degli Helloween, la seconda sarà Halloween in Heaven dei Type O Negative, il quinto brano di Dead Again (2007) settimo ed ultimo della band newyorkese. I protagonisti del brano sono rockstar morte prematuramente (per citarne solo alcuni: John Bonham, Jimi Hendrix ed Elvis) e che si ritrovano a partecipare, in Paradiso, alla festa di Halloween.

VAMPIRE – DEATH SS (… In Death of Steve Sylvester, Metal Master Records, 1988, I album)

Rituali occulti, messe nere, orge mefistofeliche: il metalhead pensa ai Death SS, il bigotto ad Halloween!

PAUL CHAIN – SEPULCHRAL LIFE (Alkahest, Godhead Recordings, 1995, VIII album)

Se abbiamo citato Steve Sylvester, non si può non parlare del suo più illustre collega Paul Chain. Martellante e spettrale, Sepulchral Life, interpretata magistralmente da Lee Dorrian, è l’ultimo brano di Alkahest (1995), uno degli album più amati dell’istrionico maestro del doom italiano.

SCREAM – THE MUGSHOTS (Something Weird, Black Widow Records, 2017, IV album)

Ancora oggi, l’Italia si conferma la patria del doom occulto e quello dei The Mughshoots è un meraviglioso tributo al genere. Il quarto album della band di Mickey E. Vil, pubblicato dalla storica etichetta genovese Black Widow, vede la partecipazione di numerosi ospiti, come Tony Dolan (Venom Inc.), Enrico Ruggeri, Freddy Delirio e (di nuovo!) Steve Sylvester, che duetta con Mickey nel captico ritornello del singolo Scream.

ALICE COOPER – FEED MY FRANKENSTEIN (Hey Stoopid, Epic Records, 1991, XIX album)

Dalle asfittiche e claustrofobiche atmosfere sepolcrali evocate dagli italiani, terminiamo la classifica con la goliardica Feed My Frankenstein del Re dell’Horror per antonomasia, Alice Cooper. Terzo singolo dell’album Hey Stoopid (1992) nel quale il cantante statunitense immagina uno scherzoso dialogo con il suo Frankenstein, tenuto in una gabbia a mo’ di animaletto domestico.

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