Loading...
Interviste

PENTAGRAM E BLACK WIDOW RECORDS: inchiesta su Bobby Liebling con Massimo Gasperini

Il cantante dei Pentagram Bobby Liebling è stato condannato ieri a diciotto mesi di carcere in seguito alle accuse di maltrattamento verso un familiare adulto considerato vulnerabile. Attualmente, il musicista è detenuto al Montgomery County Detention Center di Rockville, nel Maryland. L’aggressione di cui Liebling è accusato, che risale al maggio scorso, quando è stata realizzata questa intervista, probabilmente riguarda l’anziana madre, Diane. Ma chi è Bobby Liebling? Innanzi tutto, una leggenda dell’heavy metal. I suoi Pentagram sono tra i gruppi più influenti ad aver raccolto l’eredità dei primi Black Sabbath, mescolandola a quell’attitudine tipicamente americana che ha reso l’hard blues acido dei Blue Cheer una delle colonne portanti del proto-heavy metal. Sulle pagine di Rockvlto, abbiamo un ospite d’eccezione: parliamo di Massimo Gasperini, fondatore e direttore dell’etichetta genovese Black Widow Records, baluardo del rock occulto riconosciuto ed apprezzato in un tutto il mondo, grazie anche ai Pentagram e ad un importante contratto di fine anni ‘90, di cui beneficiarono entrambe le parti. Se la Black Widow Records con la firma di Liebling e soci ha esportato il suo nome oltreoceano, i Pentagram si sono ripresi da un periodo di crisi pubblicando tre dischi meravigliosi ricoperti da un alone di mistero ancora intatto: Review Your Choices (1999), Sub-Basement (2001) e Show ‘Em How (2004). Ma la loro collaborazione non è stata tutta rose e fiori, e Bobby ha presto mostrato il lato oscuro del suo carattere, che ha pregiudicato non soltanto la carriera dei Pentagram, ma anche le sue vicende personali. Le domande che ho inviato a Massimo Gasperini, sono tornate indietro con risposte lunghissime, piene di dettagli e aneddoti, molti dei quali inediti fino ad oggi. Parola al Metal Guru Massimo Gasperini.

Massimo, com’è nato il rapporto fra i Pentagram e la Black Widow Records?

“Sono fan della band da sempre. Credo di avere una collezione di tapes, video, merchandising e dischi tra le più importanti del mondo. Scambiavo tapes e video con un mio amico americano anche lui grandissimo fan dei Pentagram, si chiamava, perché purtroppo è mancato alcuni anni fa, Nigel Fellers, un gran bravo ragazzo. Nigel abitava poco distante dalla famiglia di Bobby ed aveva visto i Pentagram dal vivo in moltissime occasioni. Io gli inviavo materiale di gruppi doom italiani, Death SS, Epitaph, Sacrilege, The Black, Malombra, Zess e lui ricambiava con roba dei Pentagram, Death Row, Bedemon, Macabre! Un giorno ricevo una sua telefonata in negozio nella quale mi dice che i Pentagram sono senza contratto, sono disperati e che sono rimasti in due: Bobby Liebling e Joe Hasselvander (batterista storico e chitarrista negli album della Black Widow Records, nda.). Mi consiglia di contattarli perché hanno del materiale eccezionale e che potrebbe essere l’occasione giunta per metterli sotto contratto. Qualche giorno dopo chiamo Bobby col quale si instaura subito un bel feeling, discutendo della nostra comune passione per band tipo Bang, Sir Lord Baltimore, Dust, Budgie, Stooges ed ovviamente Blue Cheer tra gli altri. Parliamo di cinema horror, altra passione comune, e poi mi chiede di inviargli un contratto ed io di farmi avere un demo dei pezzi ai quali stavano lavorando. Io chiederei un demo anche ai Black Sabbath, qualsiasi sia il gruppo che ho davanti, dal più affermato all’esordiente, se desiderano uscire con noi prima devono farci sentire il materiale per nostra approvazione… la Black Widow Records è fatta cosi! Diciamo che circa un mese più tardi il contratto era firmato così dopo altri 4, 5 mesi l’album Review Your Choices era una realtà e nuova nostra creatura”.

Quanto ha influito sulla fama dell’etichetta e della band (dato che non era un buon periodo per i gruppi doom degli anni ’80) la pubblicazione dell’album Review Your Choices?

Ovviamente la firma dei Pentagram per la Black Widow Records, con l’uscita di un nuovo album, ebbe l’effetto di una bomba. Abbiamo acquisito molti nuovi fan e clienti in Italia, in Europa e nel mondo ed anche i Pentagram hanno così potuto continuare a vivere col supporto di una label che credeva in loro per la loro musica e non solo pensando all’aspetto commerciale. La realtà è una sola, che la Black Widow ha dato nuova vita ai Pentagram”.

Ci racconti la genesi di quell’album che ancora oggi rimane avvolto dal mistero?

Beh, qualcosa ti ho già detto, ci spedirono un paio di demo (che conserviamo ancora anche con un paio di pezzi tutt’oggi inediti), firmarono il contratto e Joe mi disse che avrebbero messo su una nuova line-up per fare concerti a supporto dell’album. Joe è una grande persona, un vero professionista ed un calorosissimo appassionato di musica rock, ed è pazzo di Marc Bolan dei T.Rex, quindi non possiamo che essere amici. Mi raccontò che quando vide i T.Rex dal vivo negli Usa, rimase scioccato dalla potenza del loro suono paragonabile solo a quello dei Blue Cheer. Inoltre mi disse che non aveva mai visto un chitarrista così coinvolto nel suo sound come Marc Bolan. Questa emozione lo convinse a comprarsi una chitarra ed a diventare un ottimo chitarrista oltre che il devastante batterista che tutti conosciamo. Le recensioni furono straordinarie in tutto il mondo, e in effetti si tratta di un album eccellente sia nei pezzi nuovi che nei rifacimenti di vecchie composizioni che, come sappiamo, a Bobby piace riregistrare. Joe suonò chitarra, basso e batteria alla grandissima, Bobby cantò divinamente, tutti eravamo soddisfatti”.

Quanto ha contribuito la vostra esperienza di produttori alla riuscita dell’album? Siete intervenuti nel processo artistico e nelle registrazioni?

“Gli abbiamo trasmesso sicurezza, passione ed emozioni, I due sapevano che noi li amavamo quindi si sentivano sicuri e stimolati. ‘Bobby che ne pensi di quel pezzo dei Bang?’, ’Joe fammi qualcosa un po’ in stile Blue Cheer dai’… e cosi’ via! Anche l’artwork fu deciso alla svelta perché il progetto che ci presentarono ci convinse subito. Tutto sembrava andare per il meglio, ma presto iniziarono i problemi con Bobby che continuamente ci chiamava in negozio per chiedere soldi, anche il sabato col negozio pieno faceva 5-10 telefonate di seguito fino a costringerci a staccare la linea. Il contratto era chiaro, lo avevano firmato e noi lo rispettammo alla perfezione ma lui chiedeva sempre più soldi con scuse incredibili. Noi sapevamo a cosa gli servivano: la sua bad attitude ha sempre dannatamente danneggiato la storia dei Pentagram. Bobby è un autore straordinariao, un frontman eccezionale, possiede una voce unica. Avrebbe potuto veramente avere successo, soprattutto se avesse venduto quei pezzi ai Kiss, ma ormai è inutile parlarne, tutti sappiamo come sono andate le cose, poi è anche uscito il DVD Last Days Here, dove anche la più dura e privata disgrazia di Bobby è stata purtroppo resa pubblica. Quel film, devo dire, mi ha anche commosso in certi momenti. Conosco bene Sean Pellet, il ragazzo che ha fatto un grande lavoro di raccordo e regia, non deve essere stato facile per lui portare a termine questo lavoro. Se fosse stato per noi, quelle immagini in ospedale o nel Sub-basement della casa dei suoi genitori, non sarebbero mai state rese pubbliche, mai! Se guardate le coperine degli album dei Pentagram che abbiamo realizzato noi, capirete che ci sono già bene indicate tutte le caratteristiche della vita di Bobby. Review Your Choiches mostra i vizi, i peccati, le passioni, Sub-Basement il suo urlo disperato nel tentativo di voler uscire da quella che è nello stesso tempo la sua casa e la sua prigione!”

E cosa mi dici degli altri due in studio e il live?

“Sub-basement” è un masterpiece assoluto. Joe qui è stato formidabile. È lui il vero protagonista di questo album ed anche del precedente. Anche come chitarrista si è dimostrato all’altezza della situazione riuscendo a costruire un wall of sound da paura. Il live A Keg Full of Dynamite è una sua idea. Aveva questi nastri del periodo Pentagram definito High Voltage con due chitarristi solisti, ed anche se la qualità non era proprio perfetta ci sembrò giusto ed importante dare una testimonianza di questo periodo della loro storia. Lo ristamperemo ancora… Magari con qualche aggiunta”.

E Show’em How, invece?

Show ‘Em How ha una genesi e storia completamente diversa, ora ti racconto. Devi sapere che Joe con la nostra collaborazione organizzò un festival a Baltimora, se non ricordo male, con la partecipazione di varie band doom come Internal Void, Penance, ora non ricordo bene tutti i nomi ma naturalmente gli headliner erano i Pentagram. So che fecero molte prove durante le quali Joe mi assicurava che Bobby si comportava bene e cantava benissimo, ma la sera del concerto di Bobby neanche l’ombra, tra lo sconcerto generale la band attaccò un set strumentale ed alcuni dei cantanti delle altre bands presero il microfono cantando i pezzi dei Pentagram… Joe era incazzato matto, poi improvvisamente Bobby arriva proprio quando stanno suonando l’ultimo pezzo, naturalmente era sballato, si vede la scena nel film, c’è Joe che gli tira un calcio e se ne va. Quindi tutto a puttane, niente concerti e la band rischia di sciogliersi ancora una volta. Nei giorni seguenti Joe ci telefona dicendo che è delusissimo e non vuole più saperne di Bobby e dei Pentagram… Ci chiama anche Diane, la madre di Bobby, una simpatica signora di 80 anni con una bella voce graffiante e molto sveglia. Ci prega di avere pazienza, ci assicura che Bobby è pulito. Ci chiede di dargli fiducia e di credere ancora nel nostro progetto. Mi racconta di quando era un ragazzo dolcissimo… Una tenerezza infinita, chissà quante deve averne passate questa donna e suo marito che in passato ha avuto una posizione importante per il governo americano. Tra l’atro sembra che il nonno fosse ligure, di Recco, incredibile! Parliamo anche col padre, una educazione ed una simpatia straordinaria, un vero signore, ci affezioniamo molto a loro e decidiamo di dargli un’altra possibilità ma Joe non ne vuole più sapere, ha sopportato anche troppo! Bobby in quel periodo chiamava varie volte ma senza troppa insistenza, al telefono sembrava calmo e pulito. ‘Massimo I’m clean, i want to do a new album…come on’. Lui ha un grande fascino sulle nuove band doom americane che lo considerano un vero e proprio leader quindi non fatica troppo nel mettere in piedi una nuova line-up con musicisti di ottimo livello come Kelly Carmichael notevole chitarrista degli Internal Void. Kelly è un genietto, suona alla grande ed inoltre si occupa di grafica cosi’ realizza una nuova copertina come Bobby gli chiede di fare. Noi ci sentiamo continuamente con Kelly il quale ci informa sempre sulle prove e sull’avanzamento delle registrazioni. Nonostante non ci sia più Joe Hasselvander e neanche il fido bassista Marty Swaney, sono sempre i Pentagram perché c’è Bobby ed i pezzi sono tutti grandissimi e nello stile classico della band, una delle nostre band preferite. L’interesse c’è sempre, molti fans ci scrivono ringraziandoci per quello che abbiamo fatto e ci esortano ad andare avanti con i Pentagram così nel 2004 Show’em How segna un nuovo capitolo di una storia che sembra infinita. Ricordo una telefonata di Kelly due giorni prima del primo concerto a promozione dell’album ‘Massimo, Bobby è in forma, sembra pulito almeno in studio e quando prova con noi, tutto è pronto per un grande concerto… ma io non posso essere la sua ombra, quando non è con noi non posso essere certo di cosa faccia’. Bene, anzi malissimo infatti la mattina dopo il concerto quando apriamo internet troviamo subito questa notizia: PENTAGRAM SINGER COLLAPSED ON STAGE. Anche questa scena la potete vedere nel film Last Days Here, e questa volta Bobby era in condizioni allucinanti e andò veramente vicino alla morte. Questa per noi è stata la fine del nostro rapporto con Bobby”.

 

Quale credi che sia stato il frutto più riuscito della vostra collaborazione?

“Amiamo tutto ciò che abbiamo fatto con i Pentagram, anche il tributo ai Blue Cheer dove eseguono due pezzi devastanti, ed anche il Tributo ai Cap. Beyond realizzato, grazie a noi, dalla svedese Record Heaven. Una cosa grandissima che abbiamo fatto è l’album dei Death Row, Alive in Death, che in pratica sono i Pentagram in un certo periodo ed anche quello dei Bedemon del grandissimo e purtroppo scomparso Randy Palmer”.

Victor Griffin non faceva parte della formazione dei Pentagram a quei tempi. Come mai, ne ricordi il motivo?

“Credo che Victor non avesse particolare interesse nei Pentagram in quel perido, lui aveva i i Place of Skulls, ho ancora il demo che mi mandò con tre pezzi!.

Quanto ha influito la sua assenza, a tuo avviso, su quegli album usciti per la Black Widow Records?

“Non ha assolutamente influito. Intendiamoci bene, io amo Victor, è un chitarrista fenomenale, è il Tony Iommi americano, ma questi album hanno il loro valore e la loro storia anche senza di lui. Joe Hasselvander ha fatto un lavoro di livello elevatissimo, è stato incredibile”.

Cosa pensi di quello che sta accadendo negli ultimi tempi? Che tu sappia Bobby Liebling è mai stato artefice di quei comportamenti per cui lo si accusa (violenza contro un familiare, pare nei confronti di sua madre)?

“Quando una persona arriva ai livelli di Bobby, tutto può accadere, la mente perde il controllo del corpo, lo avete visto il DVD? Finisce bene, ma la storia non si è fermata lì sapete, ci sono state altre evoluzioni non proprio positive, però non sapendo bene come stanno le cose in questo caso non mi sento di aggiungere altro, tirate voi le vostre personali conclusioni”.

C’è qualche aneddoto sui Pentagram che non hai mai svelato a nessuno?

“Tante cose… lui al telefono mi diceva di chiedergli un pezzo di una band a mio piacimento e poi lui me la cantava in diretta e mi faceva anche gli assoli di chitarra, era molto divertente a volte. Senti questa invece: una volta il mio socio Pino andò in Virginia per un festival doom a vedere i Trouble con Bobby ospite ed ovviamente per incontrarlo di persona. Esperienza interessante ma anche pericolosa perché Bobby, con una delle sue scuse, lo convinse a farsi portare in macchina in giro fino ad arrivare in un ghetto malfamato per incontrarsi con “Jesus”, uno dei più famosi pusher del posto, non certo per comprare dei cioccolatini! Con Bobby ti potevi trovare nella situazione più assurda e pericolosa da un momento all’altro, a volte abbiamo benedetto il fatto di essere così distanti da lui”.

Hai ancora rapporti con Bobby?

“Bobby non l’ho più sentito né incontrato. Mi ha mandato i saluti tramite fan che lo hanno visto in concerto negli ultimi anni ma sinceramente preferisco così. Mi piacciono abbastanza gli ultimi due album in studio, certo non c’è più quella magia incredibile e poi la sua voce non può più essere quella che faceva la differenza da sola, comunque io resto un fan dei Pentagram e lo sarò per sempre”.

Cosa rappresentano per te i Pentagram?

“In effetti non è facile essere un giovane fan di una band come i Pentagram e poi nel cammino della vita diventarne il discografico ed il produttore addirittura per 10 anni. In questo senso i Pentagram sono una parte importante della mia vita. Poi come ben sai noi continuiamo a lavorare con Joe Hasselvander producendo gli album dei suoi Hounds of Hasselvander dove ci sono anche Marty Swaney e Russ Strahan, che hanno fatto parte dei Pentagram. Proprio alcune settimane fa Joe mi ha inviato due straordinarie covers dei T.Rex e David Bowie che faranno parte di un eccezionale tributo ai due Kings of Glam in usicta il 30 Settembre per il 40 anno dalla scomparsa di Marc Bolan”.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *